Problema audio Youtube su Chrome e Windows XP

Vi risparmio le inutili premesse sul perché o il percome sono arrivato a trovare questo fix (che tra l’altro pare essere ampiamente conosciuto).

In sostanza se sul vostro pc da qualche tempo non riuscite più a sentire bene l’audio dei video di Youtube (o di qualsiasi altro sito che si appoggi a Flash) e con “non sentire bene” intendo l’audio che va a scatti o che tira fuori delle piccole pernacchie semplicemente se apriamo un’altra scheda nel browser… c’è una piccola procedura risolutiva che vi permetterà di non gettare il vostro computer dalla finestra pensando che sia invecchiato troppo per potervi regalare le emozioni di un audio pulito sul nuovo video dei One Direction o sul live di Justin Biber.

La configurazione su cui ho sperimentato l’inconveniente è quella descritta nel titolo (Chrome + WinXP) ma pare che anche alcuni Seven ne siano afflitti. Si tratta semplicemente di un problema con il plug-in di flash (che in Chrome viene aggiornato automaticamente e per questo magari con Internet Explorer e Firefox non si verifica) che è facilmente aggirabile scaricando una versione diversa dal sito di Adobe e disabilitando il plug-in nativo su Chrome.

Molto più facile a farsi che a dirsi:

  • andate qua: http://forums.adobe.com/message/4505324#4505324
  • seguite il link riportato nella FAQ “No audio or distorted audio on Windows XP
  • scaricate ed installate il plug-in di flash player 11.3.300.265
  • a questo punto dalla barra degli indirizzi di chrome digitate: “chrome://plugins” (premete invio)
  • fate clic sul + in corrispondenza del link “dettagli” in alto a destra
  • scorrete l’elenco dei plug-in e individuate quelli di Adobe Flash Player
  • disattivate quello nativo (si riconosce perché nella URL riporta la cartella “PepperFlash“)
  • riavviate Chrome e sarete di nuovo in grado di ascoltare le hit di Tiziano Ferro senza pensare che gli sia ripresa la balbuzie ;-)

Falso blue

La notte appena passata era stata fin troppo breve per poter assicurare il giusto riposo.
Sembrava una giornata come tante: la solita scrivania, il pc aziendale con il suo desktop stracolmo di finestre aperte, mentre alle mie spalle l’unica vera apertura sul mondo reale rivelava un cielo grigio che prometteva pioggia. All’improvviso una notifica rossa catturò la mia attenzione: “l’ultima serata insieme“.
Intuendo il contenuto dell’invito cliccai sul link che portava ai dettagli dell’evento con la stesso entusiasmo con cui la domenica sera spegno la luce sul comodino e sul weekend: “un’ultima serata insieme al solito locale: da domani niente sarà più lo stesso“.
Immerso nei ricordi degli anni passati insieme arrivai alla pausa pranzo:
-che ne dici se andiamo? …lo so che è lontano, che siamo stanchi e che domani sarà una lunga giornata, ma stasera o mai più…
+non penso sia una buona idea… stasera sarebbe meglio riposarci…
La sua insolita mancanza di entusiasmo mi fece capire che in effetti stavamo esagerando: troppe ore di sonno mancavano all’appello, troppi chilometri di strada che mi aspettavano il giorno successivo… non era proprio il caso di affrontare un altro viaggio. Decisi così di chiudere i bei ricordi nel cassetto… senza celebrazioni, senza occhi lucidi per l’addio, senza emozioni per un’ultima volta insieme…
Il lavoro intenso del pomeriggio e il consueto aperitivo serale mi fecero dimenticare i miei pensieri.
Dopo cena presi la macchina e la raggiunsi:
+allora andiamo?
-certo!
La prima sosta obbligata fu dal benzinaio: aprii il mio portafoglio e i 20€ solitari che apparvero in tutto il loro blue malinconico furono il segno che alle bevute avrebbe dovuto provvedere lei… ma niente poteva più fermarci!
Carichi di caffeina e taurina affrontammo le curve e i rettilinei di quella strada che in fondo non mi era mai piaciuta e che non conoscevo neanche così bene. La voce sicura e metallica del navigatore ci avrebbe comunque guidato al locale e la festa sarebbe potuta cominciare. L’orologio sul cruscotto segnava già il nostro ritardo, ma la puntualità era l’ultimo dei problemi: l’importante era esserci.
Dopo circa un’ora di viaggio raggiungemmo l’uscita dal nome inconfondibile che ricordavo come unico riferimento per raggiungere il locale, ma il copilota virtuale ci disse di superarla. Di lì a poco mi resi conto che il panorama intorno a noi non mi era per nulla familiare: troppi alberi, troppe case… avrei potuto giurare di non averlo mai visto in tutta la mia vita. Ma il buio della notte confonde le cose… e come si fa a dare torto al sistema GPS aggiornato in tempo reale che di sicuro non ha i ricordi annebbiati dall’alcol come la mente umana?!
Dopo altri venti minuti di zona industriale e rotonde di periferia in cui fare la roulette russa tra la terza e la sesta uscita: “tra 200 metri la vostra destinazione si troverà a destra“…

…il niente: uno stradone con pochi lampioni sperso nel niente….
Sulla destra un alto muro di cinta che lasciava intravedere un’antica villa completamente buia e un cancello irrimediabilmente chiuso. Dopo un attimo di smarrimento proseguimmo dritti per altri 200 metri… giusto il tempo di disturbare una coppietta appartata in macchina e per scoprire che lo stradone terminava in mezzo ai campi. Davanti a noi solo un vialetto non asfaltato e un cartello di VIETATO L’ACCESSO ai non autorizzati.
Tornammo indietro.
Casette a due piani, qualche palazzo, tante macchine parcheggiate, ma nessuna traccia del locale.

Vuoi uscire dalla navigazione guidata?
- forse sarebbe meglio -

L’unica passante portata a spasso da un cagnolino sentenziò col suo buffo accento che eravamo dalla parte opposta della città rispetto al locale che cercavamo e confermò che i miei ricordi annebbiati sul nome della zona erano purtroppo corretti. A quel punto era inutile perdersi d’animo: altri 20 minuti di strada mentre la voce digitale imbavagliata nel cassettino porta-oggetti ci intimava di fare inversione.
Spersi nella periferia finalmente arrivammo a destinazione, ma del locale ancora nessuna traccia.
Sta proprio qui dietro! Prima a sinistra, poi 500 metri a dritto, la terza uscita alla rotonda, poi la quarta, poi di nuovo la terza, vedete il centro commerciale e il locale sta lì dietro“.
-Chiaro no?
In effetti fu più chiara di quanto avessi pensato. In cinque minuti parcheggiammo la macchina dove ricordavo perfettamente di averla parcheggiata altre volte. Intorno a noi però solo l’insegna di una pizzeria e i silos della zona industriale. Sfogliai con lo sguardo i dintorni e nascosto fra i panni stesi di una casa diroccata e il retro della pizzeria ecco sbucare il vicoletto che portava all’ingresso del locale.
Prendemmo le giacche e ci infilammo nel buio.
Troppo buio… troppo silenzio…
Il locale era sigillato: l’insegna portava un nuovo nome e neanche un amico nei paraggi.
La gioia per le aspettative della serata si stava trasformando in ansia.
Altri due passi alla ricerca di qualche indicazione…
Niente… assolutamente niente se non le urla di un giovinastro che chiamava gli amici alla finestra.
Sentimmo arrivare della musica da dietro l’ennesimo capannone industriale, ma erano solo dei ragazzi che suonavano in un garage.
È mai possibile che nel 2012 con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione non si riesca a trovare uno straccio d’informazione!?
Chiuso il navigatore consultammo l’oracolo del terzo millennio e fra i risultati in prima pagina campeggiava un articolo che raccontava come il nostro locale, in seguito ad un’inondazione, fosse stato trasferito dalla sua location storica e che il nuovo indirizzo era proprio quello a cui ci aveva condotto inizialmente il copilota digitale.
Era diventata una questione di principio: anche a costo di arrivare solo per i saluti finali e il bicchiere della staffa volevamo esserci.
Altri venti lunghissimi minuti in cui le ipotesi più fantasiose presero campo: “era lì dietro di sicuro” … “bastava infilarsi nella strada di campagna” … “potevamo chiedere alla coppietta” …. “che stordita quella con il cane!” … “ti sembra che abbia le doppiepunte?
Di nuovo il vialone… di nuovo il muro di cinta… di nuovo la villa abbandonata e il buio completo.

E cosa vuoi di più dalla vita!?

[PLAYLIST] Drive at night

Qualche giorno fa, dopo diverso tempo che non accadeva, mi è capitato di guidare un po’ a lungo di notte e grazie ai circa 32GB di musica che mi porto dietro, la scelta delle canzoni da cui farmi accompagnare è decisamente vasta. Di giorno mi capita di di ascoltare un po’ di tutto… a seconda dell’umore e a seconda della fissazione del momento. Ma di notte mi sono reso conto che vado quasi sempre a cercare le stesse.
Così stasera ho cercato di raccoglierle in una comoda playlist in modo da poterle raggiungere più facilmente e già che c’ero ho pensato bene di creare la stessa playlist anche su youtube. Se siete interessati: PLAYLIST DRIVE AT NIGHT

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Green Day – Good Riddance (Time of your life)
Filter – Take A Picture
Embrace – Come Back to What you Know
Keane – Somewhere Only We Know
The Wallflowers – One Headlight
3 Doors Down – Here Without You
Vertical Horizon – Everything you Want
Lifehouse – Hanging By a Moment
The Killers – Mr.Brightside
U2 – Ultra Violet
Third Eye Blind – Motorcycle Drive By
Verve Pipe – The Freshmen
Hole – Northern Star
REM – Drive
Silverchair – Ana`s Song (Open Fire)
Coldplay – Yellow
Starsailor – Silence Is Easy
Hoobastank – The Reason
Radiohead – Creep
Semisonic – Closing time
Green Day – Macy’s Day Parade
Nada surf – Inside of love
Kings of Leon – Pyro
Bruce Springsteen – Sad Eyes
The Gaslight Anthem – Heres looking at you kid
Counting Crows – Colorblind
Journey – Don’t Stop Believing
Coldplay – Fix you
Oasis – Cast no Shadow
Dire Straits – Romeo and Juliet
Stratovarius – Forever
The Killers – A Dustland Fairytale
Eve 6 – Promise
Goo Goo Dolls – Slide
Hardcore Superstar – Someone Special
Linkin Park – Shadow of the day
Smashing Pumpkins – 1979
Manic Street Preachers – If you Tolerate this
Supergrass – Moving
Nickelback – Photograph

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*Non si offendano tutte le canzoni che sicuramente mi sarò dimenticato di inserire.

Il sogno nel cassetto

Era da un po’ di tempo che non capitavo sul blog del buon Marco Mazzoli. Ci ero passato un paio di mesi fa per leggere il suo “sfogo” (attualmente credo che il post sia stato rimosso) subito dopo aver appreso la notizia che il garante dell’editoria aveva multato e sospeso lo Zoo di 105 per turpiloquio.
Stasera, navigando tra i miei preferiti di Youtube, ho ripescato il video della puntata con Benjamin McKenzie e da lì ho virato sul blog di Marco.

Premetto che non sono mai stato un grande fan dello Zoo, o meglio, riesco ad ascoltarlo solo a piccole dosi. L’eccessivo casino e forse proprio le troppe parolacce, alla lunga, mi stancano. Non voglio fare il perbenista di turno, molto più semplicemente credo di stare invecchiando male e in macchina sintonizzo sempre più spesso la tranquillizzante Isoradio. Di fatto, ogni volta che sono capitato sullo Zoo mi sono sempre fatto delle gran risate grazie ai suoi conduttori e alla loro fantasia.

Non entro nel merito della questione Zoo/turpiloquio/garante/radio105, se siete interessati trovate notizie direttamente nei suoi post.

La premessa era per farvi capire lo stato d’animo con cui immagino abbia scritto queste parole:

Bastaaaaa, ne ho le palle piene di queste pseudo radio libere, che di libero non hanno più nulla!! Una volta la radio era fatta da artisti, la musica veniva scelta dal dj stesso, che trasmetteva attraverso i suoi gusti musicali emozioni vere al pubblico. Oggi ci sono 4 persone che scelgono la musica per te, il dj in onda non vede più nemmeno la copertina del disco, il programmatore musicale non interagisce con il conduttore e spesso sei costretto a passare della merda perchè le case discografiche pagano!!!

I professionisti della radio sono stati sostituiti da pseudo vip della tv, che non fanno questo lavoro con amore e passione, ma semplicemente per completare il loro stipendio mensile. Io a 14 anni dormivo in radio, compravo i dischi da trasmettere e guadagnavo 32 mila lire al mese. Rinunciavo ad uscire con gli amici per trasmettere in una radio che si sentiva a malapena nel paese in cui aveva sede, ma lo facevo perchè amavo LA RADIO!!!” [http://www.mazzoli.tk/mazzoli_foto1/2010/10/e-ora-di-cambiare.html]

Ecco, chi mi conosce sa bene che ho una passione particolare per la radio e che per un po’ di anni della mia vita sono anche riuscito a portarla avanti. Proprio come dice lui “scegliendo la musica attraverso i miei gusti e cercando di trasmettere emozioni…” Avevo circa 18 anni e piano piano ho cercato di capire se quella passione sarebbe mai potuta diventare la mia professione. Le web-radio praticamente non erano state ancora inventate, e il DAB che avrebbe dovuto allargare il panorama delle possibilità sembrava lontano anni luce. Tutt’ora le “grandi radio” si contano sulle dita e come diceva Morandi “uno su mille…
A prescindere da questo, anche nella nostra piccola emittente si poteva chiaramente percepire come alcuni meccanismi, portati a livelli più alti finiscano inevitabilmente per ingabbiare la creatività e ti costringano spesso a dover scendere a compromessi. Gli stessi meccanismi di cui parla Marco e che lo portano a coltivare il sogno della web-radio libera con Beppe Grillo.

Per dirla tutta, ho avuto paura. Paura di finire schiacciato dai meccanismi. Paura di trasformare la passione in una costrizione. Se avete visto Radiofreccia il concetto vi è sicuramente già ben chiaro.
Così ho preferito tenermi stretto il mio sogno, chiuso nel cassetto, pronto a venir fuori quando ho voglia di fuggire dalla realtà del momento e pensare a quello che poteva essere, perché in fondo, come scrive Marco:

Ci sono momenti nella vita in cui capisci che sei solo un passeggero di un volo di cui non sai la provenienza, la durata e la destinazione.”

20 anni fa

Ultimamente leggo un po’ ovunque grandi critiche a Facebook: la privacy, i furti d’identità, il tempo perso a farsi i fatti degli altri… Indubbiamente, come in ogni cosa, ci sono lati positivi e lati negativi. Di fatto Facebook è un social network come tanti che però ha avuto la fortuna di catturare un numero incredibile di persone e la sua forza risiede proprio in questo: su facebook ci siamo tutti (o quasi!).

Tornando al titolo del post, due giorni fa ho ricevuto un messaggio da una persona che non vedevo/sentivo da circa 15 anni. Una persona che ha fatto parte della mia vita per diverso tempo e con cui poi, come succede spesso, ci siamo persi di vista. E non è vero che se certe persone non si frequentano più è perchè non ci interessano più, ma molto più semplicemente capita e basta.

Paola è stata la mia insegnante di pianoforte per diversi anni, fino a quando tra impegni scolastici crescenti e la mia “poca voglia” di studiare ho smesso di prendere lezioni e non ci siamo più visti. Adesso posso solo ringraziare “la magia” di facebook che ci ha permesso di ritrovarci e dal quale sono approdato al suo sito: http://www.paolamorganti.it/
Così nella galleria delle immagini mi sono rivisto in una foto del 1992 alla chiesa di Fontelucente e ho scoperto che la foto è stata persino inclusa in un libro. E poi sono finito nella sezione “filmati” e mi sono rivisto quattordicenne a suonare due brevi brani in un saggio del 1993. L’assurdo è che non mi ricordavo neanche di averli mai suonati quei pezzi e in un momento mi è tornato tutto in mente (compreso quanti capelli avevo !_!)

Tutti questi ricordi di un mondo che non c’è più o forse non c’è mai stato ma che è semplicemente esistito nella mia testa. Un mondo fatto di pensieri positivi sul futuro e di sogni incondizionati. Un mondo che ogni quattordicenne meriterebbe di vivere. Che poi quando si pensa al passato si ricordano quasi sempre solo i lati positivi, tutto ciò che è/era negativo viene rimosso dai meccanismi di auto-difesa della nostra mente e se non ci si sforza un po’ o si trova il Freud di turno che riesce a recuperare il rimosso ci sembra di aver vissuto in un cartone animato di Heidi con le caprette che fanno ciao.

Perchè se devo dirla tutta io “odiavo” studiare pianoforte, e Paola, perdonami per essere stato uno dei “migliori peggiori allievi” che la storia possa ricordare e grazie per la tua infinita pazienza e gentilezza. In fondo non odiavo affatto lo strumento e soprattutto non odiavo imparare a suonare la musica. Come tutti i ragazzini odiavo tutto ciò che mi veniva imposto e che esulava dal giocare, guardare la tv o semplicemente fare quello che mi pareva. Così finiva sempre che tra una lezione e l’altra facevo poco e nulla… il solfeggio, i nuovi spartiti da leggere… sicuramente se mi fossi impegnato anche un briciolo in più avrei potuto ottenere risultati migliori, ma nonostante questo, anche negli anni succesivi, ogni volta che mi sono seduto davanti alla tastiera e ho potuto mettere in fila qualche nota per suonare anche solo il pezzo dance tamarro che mi piaceva in quel periodo o anche adesso che il pianoforte è al solito posto solo un po’ più scordato e impolverato e io passo le serate a strimpellare qualche accordo con la chitarra, tutto quello che riesco a fare è per merito delle cose che mi ha insegnato lei…

Così sono da due giorni in uno stato di piacevole malinconia, immerso nei ricordi… e mi ritornano in mente le parole del buon Morgan ai tempi dei Bluvertigo:
…ho studiato come tutti, perchè mi avevano costretto… non ne capivo la ragione, ma ora ti ringrazio…

TIM: tutto qui il problema?

Nel pomeriggio del 05/10/2010 ricevo da TIM un pacchetto contenente:

  • chiavetta internet
  • SIM card abbinata con promozione di navigazione per un anno (“di 360 giorni”).

…………………………………………….

Tralasciamo pure il fatto che sulla confezione della chiavetta è riportato il seguente avviso:

[...] Con l’apertura della confezione il Cliente dichiara di accettare
senza alcuna riserva tutte le condizioni sopra riportate. [...]

Ok, ci sto! Certo però che se l’adesivo di controllo dell’integrità della confezione non coprisse metà delle condizioni sarebbe meglio…

Ma il bello viene adesso.
Nella lettera che accompagna il pacchetto leggo che è necessario attivare la SIM card:

“[...] Chiama il numero verde gratuito 800 988 119, a tua disposizione dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle ore 21.00. [...]” (da notare che ho riportato pure i grassetti così come sono scritti nella lettera)

…………………………………………….

ore 20.30 - chiamo il numero apposito e una vocetta automatica mi informa che il servizio è attivo dalle 9:00 alle 19:00 (WTF!?!)

Incuriosito chiamo il 119 e chiedo informazioni.
Risposta dell’operatore: “AHHHHH EEEEEEEEVAAAAABEEEEEEEEE … non sono stati a ristampare i moduli aggiornati e han mandato i vecchi… tutto qui il problema?

Ringrazio, saluto e chiudo la chiamata.

D’accordo che io sono un pignolo rompiscatole, ma se questo è il modo di lavorare non stupiamoci se nel nostro paese non funziona quasi un tubo. E non venitemi a dire che non ristampano i moduli perchè sono dei convinti ecologisti che non vogliono sprecare carta! ;-)

Customer Satisfaction

…dopo 1 mese di continui problemi di connessione e dopo 10 giorni di quasi totale disconnessione… finalmente ritorna a vivere l’ADSL. ….6 ore dopo squilla il cellulare:

Cliente (con voce baritonale): pronto?
187: Buonasera signora, è lei l’intestataria della linea 05533****
Cliente: no, sono il figliO
187: ah bene signora, volevamo sapere se era soddisfatta del nostro servizio…
Cliente: @#!=?§!!

TIM (quasi) TUTTOCOMPRESO

Volevo scrivere un post sulla questione, ma cercando un po’ di documentazione in giro per la rete mi sono reso conto che sono già stati digitati fiumi di caratteri in merito. C’è chi la chiama “truffa“, chi lo definisce un semplice “disservizio“, chi si impegna a trovare nomi più originali come “la mezzanotte nera TIM“, ma il problema è sempre il solito.

Vi linko quindi uno dei post più precisi a riguardo, in cui si può notare (dai commenti) quante persone siano coinvolte in questo meccanismo che in molti casi si limita a fatturare pochi centesimi per utente, ma è facile fare il conto: pochi centesimi X tanti utenti = un bel po’ di soldini

http://www.iphoneitalia.com/addebito-errato-traffico-tim-63555.html

Per correttezza dico anche (esperienza personale con TUTTOCOMPRESO 19 2.0) che TIM, se il cliente si accorge dei soldi tariffati erroneamente, provvede al rimborso, ma la procedura non è semplicissima:

  • la prima volta è necessario trovare un operatore del call center 119 che abbia voglia di ascoltare e di non far cadere la linea sul più bello
  • quando finalmente trovate un operatore cortese (e magari informato) che è a conoscenza del problema, proverà a farvi cambiare idea sulla richiesta di rimborso, arrivando persino a dire che “non importa quello che c’è scritto nel contratto“, ma che il servizio funziona in questo modo ed è l’utente che “deve starci attento
  • se insistete, l’operatore gentile, provvederà ad inoltrare la richiesta di rimoborso e in qualche ora riceverete un SMS che vi confermerà l’esito positivo dell’operazione

[ci tengo a precisare che non ce l'ho affatto con la maggior parte degli operatori del 119 che spesso si rivelano persone davvero gentili]

  • la seconda volta, superata la fase uno, per quanto ci proviate, anche l’operatore gentile non potrà aiutarvi più di tanto, in quanto (pare di capire) dal call center, sono abilitati per UNA sola operazione di rimborso per utenza. [L'unica spiegazione logica che trovo è che qualche furbastro utilizzasse il metodo per ricaricare le SIM di parenti ed amici ed abbiano voluto limitare il fenomeno]

A questo punto l’utente è costretto a seguire una procedura diversa, più complicata, e che in molti casi lo spinge a rinunciare [!_!]

  • L’operatore infatti vi fornirà un numero verde 800600119 e se si ricorderà di informavi che è un numero di FAX vi dirà anche che dovete illustrare quanto accaduto (specificando che si tratta di un reclamo), aggiungere un vostro documento e magari il tabulato preso dalla vostra area privata sul sito TIM.
  • Fatto questo, dopo poco tempo (ho esperienza sulle 36h circa), sarete contattati da un nuovo operatore (+3911900000) che vi informerà che il reclamo è stato accettato e che vi riaccreditano il mal tolto. Ovviamente non mancherà di farvi una bella ramanzina, cercando nuovamente di convincervi che “anche se non c’è scritto nel contratto“, il servizio non si rinnova automaticamente in tempo reale (???) e dev’essere cura dell’utente aspettare l’SMS di conferma di avvenuto rinnovo, prima di riutilizzare il telefono se non vuole pagare “fuori-flat” (ve lo dico che questo mese l’SMS di conferma mi è arrivato 1 giorno e mezzo dopo la scadenza? [la tariffa era cmq stata rinnovata 2 ore dopo])

(lascio a voi commentare)

  • Ma eccoci alla fase 3: memori delle fasi 1 e 2 al terzo accreditamento fuori tariffa preparate già il vostro bel FAX e lo inviate al solito numero verde. Anche stavolta verrete contattati dall’operatore di turno che però vi informerà (toni poco gentili a parte) che non è più possibile procedere con l’operazione di rimoborso, in quanto, dopo 2 volte [famosa legge della strada] il cliente dovrebbe aver capito che la tariffa NON si rinnova automaticamente [!_!] al momento della scadenza e che DEVE STARE ATTENTO a non consumare dati/minuti/SMS/MMS durante il periodo [non certo] in cui “i sistemi” si aggiornano…

Insomma, io vi ho avvertito, e nel frattempo aspetto fiducioso la restituzione dei miei 28 centesimi.

Welcome Google BUZZ!!!

Neanche 24 ore fa ho appreso da un feed che Google stava per lanciare la sua applicazione “social”.
Ieri notte già mi si invitava a provare le nuove funzionalità di BUZZ, ma purtroppo nel mio account Gmail ancora non v’era traccia di iconcine buzzerellanti.
Spinto dalla curiosità ho aggiornato l’applicazione Gmaps sul mio HTC Dream con Android e mi sono affacciato in Buzz… nessuna traccia di vita…
Finalmente, nel pomeriggio di oggi, ecco l’iconcina di BUZZ proprio sotto la inbox di Gmail! Evviva!!!
In pochi minuti ho aggiunto alcune persone (già nei contatti di Gmail) all’elenco delle persone “da seguire” (tutto molto chiaro e semplice… buoni anche i suggerimenti che BUZZ stesso mi fornisce in base alle persone che contatto più spesso).

Beh sì… sono dentro… però…cosa mi offre di più questo BUZZ?
Condivido le foto da Picasa, Flickr… i post di Twitter… i video del mio account Youtube, i feed del Google Reader…
Questo però lo facevo già su Facebook, su Twitter stesso, e raccoglievo tutto quanto con Friendfeed

Ovviamente non ho la risposta alla domanda. Sarebbe troppo avventato dopo una semplice sbirciatina. Però c’è già chi discute sulle potenzialità.

Personalmente credo che la stragrande maggioranza dei 400 milioni di utenti di Facebook non si staccherà dalla sua social-piattaforma bianca e blu.

Maaaa… pochi minuti fa… ho riaperto Gmaps dal cellulare e…

BUZZ Firenze 10/02/2010

Buzz prime chat 10/02/2010

Buzz prime Chat 10/02/2010

Nel primo screenshot potete vedere i fumettini delle persone che hanno “buzzato” dal centro di Firenze, mentre negli altri due un estratto dei post degli utenti nella mia zona. In pratica BUZZ su GoogleMaps mi permette di vedere i messaggi pubblici delle persone vicine (geograficamente) alla mia posizione sulla mappa.

Il social sul mobile mi aveva già esaltato con Waze… utilissimo per il traffico… Certo che con la popolarità di Google e con la diffusione di Iphone e soci, il carattere social di Gmaps potrebbe essere sfruttato veramente bene…
Rimane il fatto che, l’esperienza mi insegna, lo sviluppo di questi ambienti è condizionato principalmente dal reale utilizzo che ne fanno gli utenti.

Al momento devo solo riuscire a capire come potermi districare: dunque… i miei post su Twitter vengono automaticamente ripubblicati su Facebook come aggiornamento di stato e su BUZZ… in più ci sono le risorse condivise, di qua, di là, di su e di giù… I commenti però non vengono ripubblicati, quindi se un utente commenta il mio messaggio di stato di Twitter… o mi arriva una notifica di risposta da BUZZ devo… …per non parlare dei retwit e dei like/dislike……………………… oddio! c’è da farsi venire dei complessi………

Vi lascio con il video di presentazione di BUZZ:

WordPress per Android

Grazie ad Androidiani.com ho appena installato questa nuova applicazione decisamente utile! [e ovviamente sto postando da lì ;-) ]

Maggiori info su: android.wordpress.org