Ed ecco a voi il resoconto della due giorni milanese per il matrimonio di Luca e Nena appena trascorsa.
Siamo partiti (Palace, Lety, Sara e il sottoscritto) da Firenze S.M.N. mercoledì subito dopo pranzo (rinunciando ai Simpson!). Viaggio tranquillo, movimentato solo da una partita a battaglia navale con la Lety, vinta ovviamente da me. 
A Milano centrale il fido Micci ci aspettava in fondo al binario per condurci al simpatico hotel Biffi in Seregno. Dopo una breve rinfrescata, ultima cena da single per Luca alla Tupì… Pizza, apertura dei regali e solita valanga di chiacchere. Verso mezzanotte usciamo dal locale, ma la voglia di andare a letto c’è solo per la solita rompiballe della Lety
così ci dirigiamo al Jamaica (x chi ci conosce: tanto per cambiare!), ma poco dopo le una ci buttano letteralmente fuori. Altro tentativo al Drome (mi pare!), ma pure qui è già tutto chiuso. Seregno di mercoledì sera non è proprio il massimo della night-life! Vabbè… Prima di andare a letto rimane cmq il tempo per qualche altra cazzata in albergo.
Siamo finalmente giunti al grande momento. Ore 08.15 le nostre vicine di stanza ci svegliano con il telefono dell’albergo. Pal si fa una doccia nel freddo glaciale del bagno, mentre io cerco ancora di capire da che parte di mondo sono rifinito. Alle 09.30 il mitico Gal ci passa a prendere per andare a casa di Luca ed assistere agli ultimi preparativi. Lo sposo non è molto nervoso… Per la verità non c’è praticamente nessuno nervoso… Tutto procede tranquillamente fino all’arrivo in chiesa dove il problema più grande è trovare un posto all’asciutto (ah, già! pioveva…) dove fumare una sigaretta. Quasi in perfetto orario arriva la bellissima sposa e fa il suo ingresso in chiesa accompagnata dal fratello. Cerimonia classica un po’ troppo lunga (per i miei gusti) e uscita dalla chiesa con lancio di riso e petali di fiori. Risaliamo in macchina e arriviamo al ristorante villa900 dove ci aspettano aperitivo e un lunghissimo, ma altrettanto buono, pranzo. Da notare il fatto che ogni tavolo aveva un “nome” tratto da una canzone: c’era il tavolo “vertigo”, il tavolo “one” e il nostro…manco a dirlo “sapore di mare” (huaz_huaz). La cosa drammatica è stata l’assenza di caffè: in mattinata non c’era stato il tempo e bene o male tutti ne abbiamo risentito fino a che alle 17 inoltrate i camerieri sono finalmente usciti dalla cucina con vassoiate piene di tazzine per la gioia dei più. Verso le 18.45 due macchine guidate dal Gal e Micci, hanno scarrozzato noi fuori-zona fino alla stazione di Milano. Ai due stoici autisti va il mio particolare grazie: sono riusciti a farci arrivare in tempo (2 minuti prima della partenza del treno) sfidando il traffico della tangenziale e i divieti di accesso intorno alla stazione. Mitici! Hanno persino lasciato per strada la povera Liz che ci seguiva con la sua macchina per ritrovare la strada di casa.. (abbiamo poi saputo che la signorina aveva deviato non appena riconosciuta una via familiare, ma se non lo dicevo faceva più onore ai due piloti!)
Saliti sull’eurostar, sembrava che la nostra giornata fosse finalmente in via di conclusione, ma un temporale (grazie!) ha mandato in tilt mezzi binari della stazione di Bologna e per passare ci abbiamo messo più di un’ora, arrivando quindi a Firenze con un ritardo mostruso e decisamente distrutti (come prova la mia foto qui accanto). Con mio padre (che ci aspettava a S.M.N.) abbiamo riaccompagnato Pal a casa e poi la Sara e la Lety a Prato. Alle 01.30, stanco, con un mal di testa della madonna, ma felice sono finalmente andato a letto. Che altro dire!? W gli sposi!