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Il sogno nel cassetto

Era da un po’ di tempo che non capitavo sul blog del buon Marco Mazzoli. Ci ero passato un paio di mesi fa per leggere il suo “sfogo” (attualmente credo che il post sia stato rimosso) subito dopo aver appreso la notizia che il garante dell’editoria aveva multato e sospeso lo Zoo di 105 per turpiloquio.
Stasera, navigando tra i miei preferiti di Youtube, ho ripescato il video della puntata con Benjamin McKenzie e da lì ho virato sul blog di Marco.

Premetto che non sono mai stato un grande fan dello Zoo, o meglio, riesco ad ascoltarlo solo a piccole dosi. L’eccessivo casino e forse proprio le troppe parolacce, alla lunga, mi stancano. Non voglio fare il perbenista di turno, molto più semplicemente credo di stare invecchiando male e in macchina sintonizzo sempre più spesso la tranquillizzante Isoradio. Di fatto, ogni volta che sono capitato sullo Zoo mi sono sempre fatto delle gran risate grazie ai suoi conduttori e alla loro fantasia.

Non entro nel merito della questione Zoo/turpiloquio/garante/radio105, se siete interessati trovate notizie direttamente nei suoi post.

La premessa era per farvi capire lo stato d’animo con cui immagino abbia scritto queste parole:

Bastaaaaa, ne ho le palle piene di queste pseudo radio libere, che di libero non hanno più nulla!! Una volta la radio era fatta da artisti, la musica veniva scelta dal dj stesso, che trasmetteva attraverso i suoi gusti musicali emozioni vere al pubblico. Oggi ci sono 4 persone che scelgono la musica per te, il dj in onda non vede più nemmeno la copertina del disco, il programmatore musicale non interagisce con il conduttore e spesso sei costretto a passare della merda perchè le case discografiche pagano!!!

I professionisti della radio sono stati sostituiti da pseudo vip della tv, che non fanno questo lavoro con amore e passione, ma semplicemente per completare il loro stipendio mensile. Io a 14 anni dormivo in radio, compravo i dischi da trasmettere e guadagnavo 32 mila lire al mese. Rinunciavo ad uscire con gli amici per trasmettere in una radio che si sentiva a malapena nel paese in cui aveva sede, ma lo facevo perchè amavo LA RADIO!!!” [http://www.mazzoli.tk/mazzoli_foto1/2010/10/e-ora-di-cambiare.html]

Ecco, chi mi conosce sa bene che ho una passione particolare per la radio e che per un po’ di anni della mia vita sono anche riuscito a portarla avanti. Proprio come dice lui “scegliendo la musica attraverso i miei gusti e cercando di trasmettere emozioni…” Avevo circa 18 anni e piano piano ho cercato di capire se quella passione sarebbe mai potuta diventare la mia professione. Le web-radio praticamente non erano state ancora inventate, e il DAB che avrebbe dovuto allargare il panorama delle possibilità sembrava lontano anni luce. Tutt’ora le “grandi radio” si contano sulle dita e come diceva Morandi “uno su mille…
A prescindere da questo, anche nella nostra piccola emittente si poteva chiaramente percepire come alcuni meccanismi, portati a livelli più alti finiscano inevitabilmente per ingabbiare la creatività e ti costringano spesso a dover scendere a compromessi. Gli stessi meccanismi di cui parla Marco e che lo portano a coltivare il sogno della web-radio libera con Beppe Grillo.

Per dirla tutta, ho avuto paura. Paura di finire schiacciato dai meccanismi. Paura di trasformare la passione in una costrizione. Se avete visto Radiofreccia il concetto vi è sicuramente già ben chiaro.
Così ho preferito tenermi stretto il mio sogno, chiuso nel cassetto, pronto a venir fuori quando ho voglia di fuggire dalla realtà del momento e pensare a quello che poteva essere, perché in fondo, come scrive Marco:

Ci sono momenti nella vita in cui capisci che sei solo un passeggero di un volo di cui non sai la provenienza, la durata e la destinazione.”